Trasformazione Digitale

Digitalizzazione delle PMI in Italia: a che punto siamo

Poco più della metà, non tutte. Secondo la Ricerca 2025-2026 dell’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano, nel 2025 il 54% delle piccole e medie imprese italiane ha aumentato la spesa in tecnologie digitali rispetto al 2024. Solo il 19%, però, adotta soluzioni avanzate in modo strutturato: la maggioranza si muove ancora per iniziative isolate, non per una strategia coordinata.

Illustrazione astratta di un negozio collegato a un laptop per la digitalizzazione delle PMI
Dal negozio fisico allo schermo: la transizione digitale delle PMI italiane.

Il quadro completo, secondo l’Osservatorio, si divide così: il 24% delle PMI investe intensamente in tutte le aree aziendali, un ulteriore 27% lo fa in modo selettivo. Il resto arretra: il 22% investe poco perché considera il digitale marginale per il proprio settore, il 14% non investe affatto, il 9% giudica i costi sproporzionati rispetto ai benefici attesi.

Il cloud come apripista

Tra le tecnologie, il cloud è quella che cresce più rapidamente. L’adozione è passata dal 56% nel triennio 2023-2025 a un 91% atteso per il periodo 2026-2028 — un salto che l’Osservatorio legge come segnale di un colmare i ritardi infrastrutturali più che come innovazione in senso proprio. Il tema, con i modelli IaaS, PaaS e SaaS che lo rendono possibile, è affrontato più a fondo nell’articolo dedicato al cloud per le imprese.

Sull’intelligenza artificiale il quadro cambia bruscamente: il 76% delle PMI italiane non ha investito né prevede di investire in AI nel prossimo periodo. Non è (solo) diffidenza: è anche una questione di competenze e di scala, temi che tornano sistematicamente nelle interviste raccolte dall’Osservatorio.

Gli ostacoli reali

Chiesto di indicare le barriere principali, il campione delle PMI intervistate converge su due nodi. Il 59% segnala una carenza di competenze specialistiche interne; il 44% attribuisce le difficoltà a una questione di cultura aziendale, più che di budget.

C’è poi un problema infrastrutturale che raramente entra nel racconto pubblico della trasformazione digitale: il 47% delle imprese lamenta criticità nell’accesso alla connettività, e il 41% non è servito da una connessione FTTH. Un altro 38% non riconosce nemmeno la necessità di alzare il livello delle proprie competenze digitali interne — un dato che l’Osservatorio considera più preoccupante del semplice ritardo tecnologico.

Le due dimensioni si intrecciano: un’impresa che non ha accesso a una connessione adeguata difficilmente riesce ad adottare in modo efficace strumenti cloud o soluzioni di AI, per quanto motivata.

La risposta delle politiche pubbliche

Diverse misure pubbliche — dal PNRR agli incentivi fiscali di Transizione 4.0 e 5.0 — puntano esplicitamente a colmare questo divario, con risultati finora parziali. Il dettaglio delle misure PNRR è nell’articolo su PNRR e transizione digitale; quello sugli incentivi fiscali più recenti in Transizione 4.0 e Transizione 5.0.

Resta un dato di fondo, sottolineato dagli stessi ricercatori dell’Osservatorio: il divario che conta di più non è più solo il livello di adozione tecnologica, ma la qualità con cui le imprese si preparano al cambiamento.

Le differenze tra settori e dimensioni d’impresa

Non tutte le PMI italiane affrontano la digitalizzazione allo stesso modo. Le imprese manifatturiere con più di 50 dipendenti tendono ad avere una spesa digitale più strutturata, spinta anche dagli incentivi legati a Transizione 4.0 e 5.0; le microimprese sotto i 10 dipendenti, che rappresentano la maggioranza del tessuto produttivo italiano, faticano di più a giustificare investimenti percepiti come un costo fisso più che come un ritorno misurabile nel breve periodo.

Anche il settore conta. Il commercio e i servizi hanno adottato con relativa rapidità strumenti di e-commerce e pagamento digitale — un fenomeno legato anche alla crescita dei pagamenti via smartphone descritta nell’articolo sui pagamenti digitali in Italia — mentre comparti più tradizionali, come l’edilizia o l’agricoltura, restano indietro anche su strumenti relativamente semplici come la fatturazione elettronica gestita in cloud.

Il rischio, secondo l’Osservatorio PoliMi, non è tanto l’assenza di digitalizzazione in senso assoluto, quanto un divario che si allarga tra chi investe con metodo e chi si limita a inseguire l’obbligo normativo del momento.

Sul fronte delle competenze, in Italia esistono già alcuni strumenti pensati per colmare il divario segnalato dalle imprese: la coalizione nazionale Repubblica Digitale promuove iniziative di formazione digitale di base, mentre il Fondo Nuove Competenze, gestito da ANPAL, permette alle aziende di finanziare ore di formazione per i propri dipendenti — comprese le competenze digitali — tramite la contrattazione collettiva. Restano strumenti poco conosciuti da molte piccole imprese, proprio quelle che secondo l’Osservatorio faticano più a colmare il gap. Non è un problema che si risolve con un unico intervento: richiede tempo, e soprattutto richiede che le imprese stesse riconoscano il problema — cosa che, come mostra il dato sul 38% che non ne vede la necessità, non è affatto scontata.

Il tema si inserisce nel percorso più ampio della trasformazione digitale delle imprese italiane, di cui la digitalizzazione delle PMI resta il capitolo più difficile da chiudere.

Domande frequenti

Cosa si intende per digitalizzazione delle PMI?

Il processo con cui una piccola o media impresa adotta tecnologie digitali — dal cloud ai gestionali, dall’e-commerce all’automazione — per rendere più efficienti i processi interni e la relazione con clienti e fornitori.

Quali tecnologie adottano più le PMI italiane?

Il cloud è la tecnologia con la crescita più rapida, seguito da strumenti gestionali e di fatturazione digitale. Tecnologie emergenti come blockchain, realtà aumentata o quantum computing restano marginali per la stragrande maggioranza delle imprese.

Perché le PMI italiane faticano con l’intelligenza artificiale?

I dati dell’Osservatorio PoliMi indicano carenza di competenze specialistiche e cultura aziendale come i due ostacoli più citati, più che il costo delle soluzioni in sé.

Che ruolo ha la connettività nella digitalizzazione delle imprese?

Un ruolo determinante: quasi la metà delle PMI segnala problemi di accesso alla connettività digitale, e circa 4 su 10 non sono ancora servite da una connessione in fibra FTTH.