Il metodo di Digital Economy Forum: fonti citate e criteri dichiarati
Digital Economy Forum pubblica analisi, guide e confronti documentati sull’economia digitale italiana: startup e innovazione, digitalizzazione delle imprese, fintech e investimenti, servizi digitali per cittadini e aziende.

Ogni pagina dichiara le fonti su cui si basa e i criteri con cui è costruita, riporta la data dell’ultimo aggiornamento in calce e distingue sempre i dati verificabili con una fonte primaria dalle stime.
Il metodo
Le analisi pubblicate su Digital Economy Forum si basano su fonti pubbliche e verificabili: dati ISTAT, pubblicazioni della Banca d’Italia, rapporti dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), gli studi Anitec-Assinform e gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, insieme a testi normativi — leggi, regolamenti europei, decreti attuativi — citati con il proprio riferimento ufficiale. Quando un dato non è verificabile con una fonte primaria, il testo lo segnala con un qualificatore invece di presentarlo come un fatto assodato.
I criteri di selezione dei temi seguono un principio semplice: raccontare fenomeni che riguardano imprese, professionisti e cittadini italiani, con un’attenzione particolare alle piccole e medie imprese, la parte del sistema economico che, secondo gli stessi Osservatori PoliMi, resta indietro nell’adozione delle tecnologie digitali rispetto alle grandi aziende.
Le pagine che confrontano operatori commerciali, come quelle dedicate ai casinò online e alle scommesse sportive con licenza ADM, seguono lo stesso principio di trasparenza: licenze verificate una per una, criteri di confronto dichiarati nella pagina stessa, nessuna enfasi promozionale.
I contenuti sono firmati collettivamente dalla redazione, senza bylines individuali: una scelta editoriale pensata per mettere in primo piano i dati e le fonti citate, non le firme. Ogni pagina viene aggiornata quando un dato citato nel testo cambia o quando un nuovo riferimento normativo lo rende necessario, e la data di ultimo aggiornamento compare in calce a ogni articolo.
Le sezioni dell’osservatorio
Il progetto è organizzato in sei sezioni, ciascuna dedicata a un’area diversa dell’economia digitale italiana.
- Startup e Innovazione: finanziamento, ecosistemi locali e il quadro normativo che regola le nuove imprese innovative.
- Trasformazione Digitale: digitalizzazione delle PMI, cloud, incentivi e adozione delle nuove tecnologie nelle imprese.
- Fintech e Investimenti: pagamenti digitali, venture capital, open banking e neobanche.
- Servizi Digitali: identità digitale, fatturazione elettronica, PEC e gli strumenti che imprese e cittadini usano per interagire con la pubblica amministrazione, seguendo le indicazioni ufficiali di AgID e dell’Agenzia delle Entrate.
- Eventi e Tech: conferenze, fiere e appuntamenti dell’ecosistema tech italiano.
- Opinioni a Confronto: le posizioni contrapposte sui temi più dibattuti dell’economia digitale, ricostruite dagli argomenti realmente in circolazione, non attribuite a singole persone.
Il ciclo di conferenze del 2011-2013
Tra il 2011 e il 2013 si è svolto a Venezia un ciclo di conferenze sull’economia digitale, organizzato in collaborazione con l’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia, che riuniva imprenditori, investitori e istituzioni per discutere di startup e trasformazione digitale. Quel capitolo dell’ecosistema digitale italiano è ricostruito con maggiore dettaglio in un articolo dedicato, che segue relatori, sedi ed edizioni anno per anno.
Uno degli appuntamenti satellite di quel ciclo, il DEF Start-Up Boot Camp di Milano, è trattato in una pagina propria. Le diverse edizioni furono seguite, all’epoca, da testate come Corriere delle Comunicazioni e Sky TG24, con qualche spazio dedicato ai relatori internazionali anche su Forbes.